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Un viaggio nella cucina trentina
La cucina di montagna, con le sue tradizioni e ingredienti genuini, trova una nuova voce attraverso il giovane food creator trentino Davide Zambelli. Con un seguito di oltre 400.000 follower su Instagram e YouTube, Zambelli ha saputo conquistare il cuore di molti giovani gourmet, portando in tavola ricette che parlano di convivialità e semplicità. La sua avventura culinaria è iniziata in un garage, un rifugio personale dove ha potuto dare libero sfogo alla sua creatività, trasformando la sua passione in un fenomeno virale.
Ingredienti semplici e genuini
La filosofia di Davide si basa su una cucina genuina e facile da replicare, dove gli ingredienti sono facilmente reperibili e i piatti sono pensati per essere accessibili a tutti. La sua recente pubblicazione, Un po’ più su. La mia cucina di montagna, racchiude 80 ricette che spaziano dai tradizionali canederli ai pizzoccheri, fino a piatti più innovativi come le polpette di trota. Ogni ricetta è un invito a riscoprire i sapori della natura, con un occhio di riguardo per le erbe aromatiche e i prodotti locali.
Un legame profondo con la natura
Davide non si limita a cucinare; desidera che i suoi piatti raccontino una storia. La sua passione per le erbe di montagna, ereditata dalla madre, si riflette in ogni preparazione. Ingredienti come il cumino dei prati non solo arricchiscono i suoi piatti, ma evocano anche il paesaggio alpino che lo circonda. La sua cucina è un omaggio alla tradizione, ma anche un modo per avvicinare le persone alla natura, invitandole a esplorare i sapori autentici del territorio.
Un sogno che si avvera
Il sogno di Davide è chiaro: aprire un ristorante che possa riflettere la sua visione culinaria. Un bistrot dove la semplicità regna sovrana, ma che non rinuncia alla parte dello show culinario. La sua idea è di creare un ambiente dove ogni piatto possa sorprendere, non solo per la presentazione, ma soprattutto per il sapore. In un mondo dove la cucina fine dining sembra dominare, Zambelli propone un ritorno alla concretezza, dove il “wow” arriva al primo assaggio, non solo alla vista.